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Mercoledi delle ceneri


Mi alzo un po’ prima delle 6. Nella chiesa parrocchiale cerimonia al pomeriggio. Alle 6:45 mi avvio in “Vaticano”. E’ un momento molto bello. Devo passare in mezzo alle case, saluto la gente, tiro fuori qualche parola di kotokoli, bambini che ti accompagnano: un’immersione di una decna di minuti nella vita del villaggio.
Oggi ci sono tutti i fedelissimi. All’omelia invito Mathieu a far ripetere una frase in kotokoli che cerco di imparare anch’io. Darò loro una frase ogni setitmana: a loro e a tutta la comunità. Verso la fine della messa arriva un altro gruppo per l’imposizione delle ceneri.
Poco prima delle otto sono alla missione. Ci sono gli operai che mi aspettano. Arriva Jean Louis, l’elettricista, per terminare i lavori in casa e per applicare il cavo elettrico alla pompa del pozzo. Poco dopo arriva anche Gollé da Sokodé con un apprendista. Gli avevo telefonato la sera prima perché mi comprasse due scatole di chiodi da 10 cm. Arriva con i chiodi: 1000 franchi. Gollé deve fare i lavori di rifinitura al pozzo e pompa: un foro nel pozzo per far uscire il tubo dell’acqua da raccordare al tubo che sale al serbatoio, poi una scanalatura nella soletta attorno al pozzo dove far passare il tubo per poi metterlo in terra. Ora è ancora tutto “volante”. Avevamo fatto una prova sabato scorso per vedere se la pompa funzionava in immersione e riusciva a pompare l’acqua fino al serbatoio: prova riuscita. Ora bisognava sistemare il tutto correttamente. Decidiamo anche di mettere l’interuttore della la pompa alla missione, così si azionerà dall’interno.
Jean Marie va al villaggio per cercare qualcuno che gli dia una mano nello scavo della fossetta che va dal pozzo alla casa dove far passare il cavo elettrico: deve attraversare tutto il giardino. Ritorna con Sylvain che lavora un paio d’ore. Aruna e il suo apprendista fanno un lavoro accurato. Operato il foro nel pozzo, a livello della soletta, fanno uscire il tubo flessibile dell’acqua, lo sotterrano e lo fanno giungere accanto ai pilastri che sostengono il serbatoio dove lo innestano nel tubo centrale che fa salire sù l’acqua. Proviamo di nuovo la pompa che funziona alla perfezione. Per non sprecare l’acqua dico all’apprendista di dirigerla sui fiori del giardino. Jean Marie inserisce il cavo elettrico nella guaina e mette l’interruttore in casa. Ultima prova davanti a Gollé con il nuovo interruttore: ok!
Ci sono sette persone che lavorano in giardino: alla tettoia, all’aquedotto, alle installazioni elettriche. Faccio la spola da un gruppo all’altro. Oggi li invito tutti a pranzo. A causa della Quaresima? No, per mangiare in compagnia e stare un po’ insieme!
Mentre gli operai lavorano preparo il mio fornello a carbone e faccio bollire una casseruola piena di pezzi di igname. Cuoce in poco tempo. Contemporaneamente preparo in cucina una salsa a base di pomodori, cipolle, aglio, carote. Poi un secondo tegamino con un passato di pomodoro e peperoncino. Li avverto che a mezzogiorno sono miei ospiti. Utilizzo il fornello elettrico perché con quello a gas – appena cambiato a Lomé - ho grossi problemi: i tre fuochi funzionano male, specialmente uno, e poi, ogni tanto, ci sono delle fiammate. Funzionava molto meno peggio il primo.... che mi hanno cambiato. Questo non posso tenerlo se voglio vivere ancora un po’!
Qualche problema per i piatti. Ne ho comprati sei e siamo in otto. Per i bicchieri: ok! Ne ho presi dodici. Un regalo di Angela Fossati. Comincio con l’aperitivo: acqua fresca e arachidi abbrustolite. Finiscono in poco tempo. Poi porto i vari tegami in tavola. Un bel momento di convivialità: musulmani e cristiani alla stessa tavola preparata da un prete.... cattolico! Non era neanche male, anzi appetitosa e saporita... la salsa! Terminato tutto in poco tempo, con quattro bottiglie di acqua fresca.
Dato che fa molto caldo vedo che anche gli operai si appisolano sotto gli alberi. L’unico che continua imperterrito e Jean Louis. Di fatto Gollé e il suo apprendista avevano terminato il lavoro con i tubi e la pompa. Rimangono lavori di muratura per la soletta attrono al pozzo che farà il muratore Jacques, appena terminata la tettoia.
Mi ritiro un’oretta, ritrovo poi Gollé et Sylvain attrono ad una bottiglia di acqua fresca. Con Gollé facciamo un salto dalle suore per regolare un paio di problemi di sua competenza. Dò a Gollé 5000 franchi per il disturbo, lavoro, benzina, e 500 a Sylvain che ha fatto la scanalatura nella terra.... oltre al pranzo di mezzogiorno!
Alle 16 ho la funzione del mercoledì delle ceneri nella chiesa parrocchiale. Tanta gente quasi come alla domenica. Lascio una Parola della liturgia di oggi da ripetere fino a domenica prossima: la stessa che avevo proposto al matitno in “Vaticano”. Dopo messa mi aspetta il direttore della scuola: “Puoi fare una cerimonia anche per noi domani”? “Ma se sono quasi tutti musulmani i vostri ragazzi”? “Nessun problema, verranno tutti”! Decidiamo per le 15:30.
Alla sera una visita inaspettata: Toussaint, il marito di Justine cui avevo dato una macchina da cucire prima di partire. Rimane una mezz’oretta. Oggi è particolarmente triste perché è deceduto un suo compagno in un incidente sul lavoro mentre trasportava terra con una camion. E’ stato assunto anche lui dalla ditta che sta asfaltando la strada, come il compagno deceduto. Ma la vera ragione della visita è un’altra. Mi parla della moglie Justine e dei problemi con la macchina da cucire che è parcheggiata rotta, lassù nel loro casolare dietro al villaggio. Mi racconta amareggiato la storia, e le accuse che la famiglia della donna gli avevano rivolto fino a farlo comparire davanti ad un vecchio: lui cercava solo di far riparare la macchina, loro credevano che volesse venderla! “E’ lei che non vuol farla riparare, perché è pigra, le piace poco lavorare, Mathieu (il sarto del villaggio che ha montanto la macchina) potrebbe ripararla benisismo.Vedrò Justine, sentirò la sua versione e vedrò se si può fare qualcosa.

Scarica il programma in formato word >>>

Silvano Galli
B.P. 36 SOKODE - KOLOWARE
TOGO
T.00.228.935.79.27



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